Fra i danni sociali dell’ultimo ventennio mi salta all’occhio, con dolore, la caduta di qualità della professione giornalistica, probabilmente compagna della caduta di qualità della nostra intera società. Dico con dolore perchè la qualità del giornalismo è il primo pilastro non istituzionale di una democrazia sana e forte. La voce libera della stampa è il fondamento della nostra società. Voce libera che però deve essere anche intelligente e competente e purtroppo, ripeto con grande dolore, è sempre più raro trovarne esempi soprattutto nel media più diffuso, la televisione.
Mi ha sorpreso il candore con il quale il conduttore di SkyTg24 ha ammesso, al termine del discorso programmatico del Presidente del Consiglio Monti, di non essere in grado di fare una sintesi del discorso. E dire che è stato un discorso lineare, semplice e privo dell’usuale politichese che rende di solito confuso un discorso politico.
Invito tutti i giornalisti ad impegnarsi di più, a cercare la verità, ad approfondirla, ed a spiegarcela, perchè abbiamo bisogno di voi, abbiamo bisogno che voi siate i nostri occhi e la nostra voce, ma abbiamo anche bisogno che questi occhi e questa voce siano capaci di vedere e di raccontare e non di copiare pedissequamente un comunicato stampa scritto dallo stagista di qualcuno.



amen.
Sono d’accordissimo con te sul ruolo del giornalismo. Non credo però che quello che denunci sia un fenomeno circoscritto ad esso, sebbene io e Massimo ormai quotidianamente trasaliamo di fronte agli errori, alla sciatteria, alla disonestà intellettuale e alla mancanza di competenze di base del giornalismo di oggi (non generalizziamo, ma tant’è). Credo piuttosto, come già ti ho esposto domenica scorsa a cena, che venti anni di Berlusconi, con tutto ciò che questo comporta, e ne comporta di cose, abbiano portato ad un generale impoverimento della società, un imbarbarimento, un declino rovinoso, e una conseguente vittoria becera dell’ignoranza. Non sono giornalista, ma per quanto mi compete cercherò di vedere e far vedere sempre quello che succede.
B: la penso come te, e l’ho pure scritto nel post sopra :-)
e non siamo i soli a pensarlo:
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=1090&ID_sezione=56
Gramellini Love.
eccheppeccato!:)