Il problema del ripartire

8 luglio 2012

Un po’ più di un anno fa ho cominciato a correre per tentare di distanziare la vecchiaia incipiente, e anche per altri motivi di cui avevo scritto qui.
Allora feci l’esperienza di quanto sia duro iniziare. Quando parti da zero e cominci a correre tutto sembra esplodere dentro di te. Il cuore sembra voler uscire dalla cassa toracica, i polmoni sembrano spalmati di colla ed imbottiti di carta vetrata, le gambe, che pure in poltrona riuscivi ad alzare sembrano pesare due tonnellate l’una e quindi difficilotte da staccare da terra.
Iniziare è estremamente duro ma anche estremamente soddisfacente.

I miglioramenti sono rapidissimi. Se il giorno prima riuscivi a correre solo un minuto prima di sputare un brano di polmone, il giorno successivo riesci a correrne due, la settimana dopo quattro. Io sono riuscito, partendo da zero, a correre 5km in mezz’ora nel giro di un mese dal primo, agonico, allenamento.
La settimana successiva sono riuscito a correre prima 45minuti e poi un’ora senza fermarmi.
Questi rapidi miglioramenti danno un senso di appagamento che aiuta in maniera drammatica, la sera dopo una lunga giornata di lavoro, a mettersi le scarpette ed uscire invece di mettersi in poltrona con un gelato.
E subito dopo arrivi a quel punto in cui correre è un’attività faticosa ma che niente ha a che vedere con l’agonia iniziale. Esci, corri, rientri senza che il cuore esca dal petto o che i polmoni esplodano, in poche parole sei allenato e corri felice, le endorfine del dopo sono un premio ulteriore; tutto va bene.

Poi subisci un infortunio.

A me è successo il 25 Marzo di qeust’anno, una serata perfetta. La prima volta che riuscivo ad uscire con il sole ancora su, c’era una temperatura ideale, il cielo era terso, le gambe giravano a meraviglia. Ho messo banalmente un piede male scendendo dal marciapiede per lasciar passare una signora. Li per li un pizzicotto poi più nulla ho continuato a correre. Solo che nei giorni successivi è gonfiato con tutto il tran tran del caso. Ghiaccio, riposo, stop alla corsa.

Per due mesi

E qui le cose si fanno più grigie. Perchè naturalmente i due mesi sono più che sufficienti a perdere il 90% dell’allenamento, a mettere su buoni quattro o cinque Kg superflui, a perdere l’abitudine alla corsa.
Ma la parte peggiore è quella psicologica. La tua testa è rimasta a qualche mese prima quando facevi tranquillamente questo:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Invece ora esci la sera, dopo una lunga giornata di lavoro e, sputando sangue, il tuo corpo non riesce a produrre niente di meglio che questo:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E la delusione è compagna dello stimolo a mettersi in poltrona con un gelato invece che mettere le scarpette ed uscire.

Tutto questo per dirvi che sono un po’ in crisi ed ho bisogno di una parola d’incoraggiamento. Conto su di voi :-)

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