La sanità pubblica che funziona

Nell’ultimo anno ho avuto un po’ di problemi di salute. Vi tranquillizzo subito. Ho un tumore, alla gamba (tibia), grosso come un bambino di tre anni ben pasciuto ma fortunatamente benigno. In più ho avuto una colecistite acuta ma mi sono operato la settimana scorsa e sto già benissimo. Quindi tutto ok e andiamo avanti. Solo che in questi sei mesi sono passato fra le mani di moltissimi dottori, ho fatto un sacco di esami e sono stato ricoverato due volte in ospedale, il tutto nella bistrattatissima, inefficiente e pericolosa sanità pubblica italiana. Facendo un po’ una somma ho fatto ben tre risonanze magnetiche, una con contrasto,una tac, una radiografia, una ecografia, due visite ortopediche, una gastroenterologica, più i due ricoveri.

Ovunque, e dico ovunque senza eccezioni, nei miei pellegrinaggi per gli ospedali del circondario ho trovato roba che fino a qualche anno fa si vedeva solo nei telefilm americani. Ambienti pulitissimi e moderni, anche dentro le strutture più vetuste, personale gentilissimo ed efficiente, e sopra di tutto la sensazione di essere in buone mani. Per fare un esempio, nel reparto dove sono stato ricoverato passavano due volte al giorno a pulire ogni superficie, ogni giorno passava l’omino della manutenzione a controllare tutte le apparecchiature della stanza, dalla serratura della porta alle bocchette dell’ossigeno, infermieri e medici erano “sempre” a disposizione; persino il vitto, pur sempre ospedaliero, era più che mangiabile. Tutto rose e fiori? Ovviamente no. La lista d’attesa per l’intervento (non urgente) è stata di ben quattro mesi più qualche altro qui pro quo di minore entità.

Il giudizio è comunque estremamente positivo.

Decisamente preferisco questo sistema al modello americano dove le migliaia di dollari del cittadino invece di finire in cure finiscono nelle tasche degli avvocati delle assicurazioni.

Vero è che io vivo in Toscana, isola felice della sanità Italiana, ma forse potrebbe essere così anche in altre regioni, basterebbe smettere di votare la mafia.

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One Response to La sanità pubblica che funziona

  1. panduzza ha detto:

    quindi in pratica ho ancora 2 anni e poi scado anch’io?! ;-)))

    aggiungo che qua in piemonte, finché cota non ridurrà in macerie tutto, abbiamo fatto delle radiografie passando in anticipo rispetto all’orario di prenotazione in quanto eravamo già lì e non avevamo nessuno davanti – alla faccia degli statali fancazzisti che vivono alla macchinetta del caffé – con personale medico gentilissimo e ambienti molto puliti.
    in più abbiamo racconti from the inside dell’ostetricia cittadina che, seppur in drammatica carenza di personale, rimane un’eccellenza per la capacità e la voglia di sbattimento del personale stesso.

    insomma, cazzo di piemontesi di provincia, smettete di votare la mafia!

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